Richiesta di Ghesce Tenzin Temphel ai soci ed amici del Centro Lama Tzong Khapa

domenica 19 aprile 2026 presso il Centro Lama Tzong Khapa

“Poco fa, la direttrice del Centro mi ha fatto vedere l’edificio qui accanto e mi ha spiegato che ci sono dei progetti di migliorarlo: il primo piano dovrebbe diventare una biblioteca, un luogo dove incontrarsi. E nel secondo piano ci dovrebbe essere l’espansione della sala di meditazione.

Quello che dovreste fare fra di voi è vedere se c’è qualcuno che abbia delle risorse per poter aiutare, perché sembra che il problema principale sia di tipo economico, giusto? E se non avete le risorse fra di voi per poter aiutare, chiedete alle persone che conoscete. Avete tanti conoscenti a destra e a sinistra, vedete se c’è qualcuno che ha le risorse ed è disposto ad aiutare questo progetto.

 E se anche questo non fosse possibile, quanto meno dovreste vedere se mezz’ora al giorno, un’ora al giorno, un’ora alla settimana potete dedicare del tempo affinché il progetto sia portato a compimento. Quale che sia l’aiuto che potete dare, dovreste dare quell’aiuto affinché il centro di Dharma possa migliorare e si abbiano dei buoni risultati. Non è sufficiente fare soltanto delle preghiere di dedica. C’è bisogno di aiutare direttamente! Soltanto in questo modo i risultati possono essere ottenuti.

Pensate che se la sala di meditazione diventerà più grande sarà di grande beneficio, perché molte più persone potranno venire ad ascoltare gli insegnamenti. Il punto è che fare soltanto delle preghiere di dedica al riguardo non è sufficiente.

La mia esortazione, la mia richiesta è: impegnatevi direttamente per fare in modo che accada.

Per quanto riguarda il Centro Lama Tzong Khapa di Treviso, è da quando io sono arrivato in Italia che vengo a visitarlo, è dal 1998 che vengo, e all’inizio era in un luogo, poi si è spostato in un altro luogo, e a un certo punto era in un luogo preso in affitto. E alla fine siamo arrivati qui.

La ragione per la quale ci si è spostati è per avere un luogo che rimanga nel lungo periodo e che sia stabile. Qual è la ragione per la quale dovreste contribuire a rendere questo luogo ancora migliore? È un buon posto, giusto? È un posto tranquillo che ha spazi esterni. E se potete contribuire per renderlo ancora più solido, ancora più stabile, è qualcosa di costruttivo. Questa è la mia richiesta a voi e la mia esortazione fatta a voi.

Per cortesia, tenetelo nuovamente presente quanto più possibile. Cercate di aiutare!

Il punto è che praticando questa generosità nei confronti del centro, il centro di Dharma diventerà un centro stabile. Se, in particolare, si può costruire all’interno del nuovo edificio, diventa ancora più solido. Il risultato di tutto questo è che porterà beneficio a tantissime persone in futuro e quelle persone che avranno aiutato o facendo donazioni oppure prestando la propria manodopera, avranno stabilito una relazione diretta con quel centro di dharma, che sarà di beneficio a quelle persone. E questo porterà a una vasta accumulazione di meriti, una vasta accumulazione di virtù e un risultato di questi meriti e virtù è che di vita in vita non si sarà separati dagli insegnamenti di Dharma grazie al Karma che è stato accumulato con quelle azioni, che dunque portano a dei benefici davvero enormi.

Tuttavia, quando si fanno queste donazioni, quando si aiuta in questo modo il punto cruciale è che la propria motivazione sia pura e che sia una motivazione separata dal desiderio di ottenere qualcosa in cambio. Ci sono persone che a volte vedono che qualcuno dona tanto, loro invece non possono donare più di 5 € e pensano: “Non posso donare più di questo. Mi vergogno a farlo. Allora non lo faccio.” Questo non è corretto, perché il punto di donare non è donare di più o donare di meno. Il punto cruciale è che la motivazione sia pura quando quell’azione viene fatta. Ma fare tutto questo dipende esclusivamente dal vostro desiderio, è qualcosa che dovete sentire di voler fare. Questo è un punto importante. Quando viene fondato un centro di Dharma o quando viene reso più grande, lo scopo non è trasformare le persone che vengono in quel luogo in persone buddhiste. Questo non soltanto non è utile, ma è del tutto inappropriato che una persona decida di essere Buddista oppure no, che una persona decida di seguire una religione oppure no, è una decisione individuale, dipende esclusivamente da quella persona. Ciascuno ha la libertà di decidere e non bisognerebbe mai forzare quella persona a diventare buddhista.

Se qualcuno chiedesse: “Allora, qual è lo scopo di fondare o migliorare un centro di Dharma?”

La risposta è che all’interno degli insegnamenti che sono stati dati dal Buddha Bhagavan, ci sono delle spiegazioni molto vaste relative alla psicologia, al funzionamento della mente, al modo in cui si può praticare con la propria mente e al modo in cui si possono ottenere serenità e felicità.

E se qualcuno riesce a dare queste spiegazioni, che possono essere portate nella società e c’è qualcuno in quella società che le può applicare nella propria vita, allora questo è sufficiente. Non c’è affatto bisogno di rendere le persone dei buddhisti.

Quindi, se qualcuno verrà in questo centro in futuro e sarà una persona nuova, non bisognerebbe affatto dire a quella persona. “Devi prendere rifugio. Devi ricevere un’iniziazione”. Non va bene. La persona dovrebbe conoscere il Dharma se ne ha voglia, e sulla base del suo studio a un certo punto desidera prendere rifugio, desidera prendere un’iniziazione, allora andrà bene, altrimenti se viene forzata non va affatto bene.

Non è che tutti quanti debbano diventare dei buddhisti, il Dharma è soltanto per beneficiare gli altri esseri senzienti. E questo è quello che spiega Sua Santità il Dalai Lama quando parla di una condotta non violenta e libera dall’aspetto religioso.

Dalla prospettiva delle persone che lavorano del centro lo scopo non è trasformare chi viene in un Buddhista. Questo deve dipendere esclusivamente dal desiderio di quella persona. Questo è un punto cruciale. Desiderare la felicità non è una questione buddista. I buddhisti desiderano la felicità, i non buddhisti desiderano la felicità, chi accetta una religione desidera la felicità, chi non accetta una religione desidera la felicità. Non è che qualcuno che non segue una religione, non voglia la felicità, giusto? E poi amorevole, gentilezza e compassione sono presenti non soltanto in chi segue una religione, ma amorevole gentilezza e compassione sono presenti in qualche modo in tutti quanti gli esseri che trasmigrano, addirittura negli animali e in quelli più piccoli come gli insetti. Tuttavia, all’interno delle religioni, in particolar modo all’interno del Buddhadharma, vengono date delle spiegazioni su come generare e come incrementare amorevole gentilezza, è qualcosa di cui c’è bisogno. In generale, non è una questione religiosa.

Dunque questa è la situazione. Se ne parla di più all’interno delle religioni, in particolar modo all’interno del buddhadharma, ma non è che amorevole gentilezza sia qualcosa che è necessario solo per chi segue una religione. Tutti quanti ne hanno bisogno, persino gli insetti. Noi abbiamo una forte sensazione che la nostra felicità debba essere ricercata all’esterno, negli amici, nelle amiche e nei partner, nelle partner, nelle varie condizioni esterne.  Eppure quella felicità non è qualcosa di stabile e qualcosa che è temporaneo, dura per un po’ ma non dura nel lungo periodo, giusto?  Continuiamo a riporre grandi speranze in quel tipo di felicità, dimenticandoci che nella vita è possibile che capiti qualunque cosa per quanto riguarda le situazioni esterne. Questo è il punto principale. Non vi è certezza per quanto riguarda gli amici, non vi è certezza per quanto riguarda il denaro, non vi è certezza per quanto riguarda la durata della nostra stessa vita. Ragione per la quale dovremmo ricercare una felicità che è indipendente dalle condizioni esterne. Una felicità che viene stabilita esclusivamente all’interno della propria mente. Soltanto questa è una cosiddetta felicità pienamente qualificata. Questa è la felicità di cui abbiamo bisogno, ed è questa la ragione per la quale ci dovremmo addestrare.

Se qualcuno chiedesse: Qual è il modo in cui ci si dovrebbe addestrare?

La risposta è: che si abbiano delle condizioni esterne favorevoli oppure no, che si abbiano degli amici oppure no, che ci si separi da quegli amici oppure no, quale che sia la situazione che venga incontrata in tutte quelle situazioni, bisogna continuare a vedere se si può fare in modo che la propria mente non diventi agitata. Se non ci si riesce oggi, provare domani. Se non ci si riesce domani, provare il giorno dopo e andare avanti così procedendo in questo modo: prima poi la propria mente, diventerà in grado di dimorare tranquilla. Questo è possibile e a un certo punto, che si abbiano condizioni esterne favorevoli, oppure che si abbiano condizioni esterne sfavorevoli come problemi oppure no, non ci sarà più alcuna differenza. La mente sarà comunque in grado di dimorare tranquilla.

Quando si pensa che la cosiddetta felicità origini dal denaro, oppure dagli amici o dalle amiche dovreste pensare sulla base delle esperienze che avete avuto nelle vostre vite. Vi sarà capitato tante volte di avere dei momenti in cui avete accumulato più denaro, avere dei momenti in cui avevate tanti amici, tante amiche, ma non soltanto non eravate davvero felici temporaneamente in quelle situazioni, ma che dire della durata di quelle situazioni? Quella felicità non è andata avanti nel lungo periodo, giusto?

 

Ma se qualcuno chiedesse qual è la causa dell’infelicità che è stata poi sperimentata? Il problema era nella ricchezza? Il problema era negli amici e nelle amiche?

La risposta è no. La causa di quell’infelicità è che non si è stati in grado di prendersi cura della propria mente. Non si aveva il controllo della propria mente. C’è bisogno di sapere come pensare correttamente, se qualcuno non sa come pensare correttamente, indicherà sempre il problema come qualcosa che è all’esterno, che sia un problema economico, che sia un problema con gli amici, con le amiche, con il padre e con la madre. Si vede sempre il problema come se fosse là fuori. Non si vede che il problema in realtà è all’interno di se stessi, si vede sempre come se la causa dell’infelicità fosse esterna. Ma qual è la ragione per la quale diventiamo infelici in quelle situazioni? è che non siamo in grado di fare in modo che la nostra mente non diventi infelice In quella condizione. Non siamo in grado di vedere che il difetto è dalla nostra parte. Non è davvero colpa delle condizioni che vengono incontrate.

E per quanto riguarda i nostri amici, le nostre amiche e i genitori non è che non abbiano difetti. Non è che siano perfetti, sono quali a noi. Da questo punto di vista, anche questo deve essere saputo.

Innanzitutto si dovrebbe investigare, investigare e giungere alla conclusione che per sperimentare infelicità, non c’è davvero bisogno di incontrare dei problemi economici, non c’è davvero bisogno di avere delle difficoltà con i propri amici o con le proprie amiche. A volte è sufficiente una piccolissima condizione perché la nostra mente diventi infelice e a volte quella condizione può anche essere una condizione di per sé favorevole, che però rende la nostra mente infelice.

Dovremmo riflettere, perché di solito, quando questo capita cominciamo a pensare: “lui non va bene, lei non va bene ,lui ha fatto questo, lei ha fatto quell’altro e cominciamo ad avere dei dubbi e delle ansie riguardo al futuro. Incontrerò questo problema di nuovo, che cosa capiterà quando avrò incontrato questa difficoltà”. Tutto questo, tuttavia, crea la nostra infelicità, giusto?

Che cosa bisognerebbe sapere allora, in quel momento? Che quella è un’infelicità mentale che è stata creata da sé stessi, che per sperimentare infelicità mentale non c’è bisogno di incontrare una grande condizione sfavorevole esterna. Questi sono dei punti che devono essere conosciuti

E che cosa si dovrebbe fare? Se si è un praticante, cercare di migliorare la situazione partendo dalle situazioni più piccole, vedere se si è in grado di affrontarle, lasciando che la propria mente rimanga tranquilla senza che diventi agitata e gradualmente si può migliorare sempre di più.

La situazione non può migliorare se si lascia nel modo in cui è adesso. Non può cambiare da sola.

Quindi sulla base di tutte queste spiegazioni, si dovrebbe vedere quali sono i difetti che sono presenti dalla propria parte e impegnarsi per cambiarli. Questa è la cosiddetta pratica.

Un esempio che io faccio di solito è: pensate a quando siete in un aeroporto o a quando siete in una stazione ferroviaria, la vostra mente è tranquilla oppure no? Di solito la maggior parte delle volte non è una mente tranquilla. Siete all’aeroporto e state aspettando. Vi guardate in giro. Vedete le varie persone che sono presenti e non c’è una ragione specifica, ma la vostra mente comincia a diventare infelice. Magari semplicemente perché vedete l’aspetto di una persona e cominciate a pensare: quella persona ha un aspetto strano. Quella persona parla in un modo strano e la vostra mente non è in grado di dimorare tranquilla soltanto per quello. Quella persona, non la conoscete. Quella persona non vi ha fatto assolutamente nulla. Ma la vostra mente è davvero felice oppure no? Questi sono dei punti che si dovrebbero conoscere.

Dovreste dire a voi stessi quando io sperimento infelicità mentale, quell’infelicità mentale è qualcosa di davvero strano. E a meno di non cambiarlo, nonostante si desideri la felicità, come posso veramente ottenere quella felicità?

Conoscendo la propria situazione e prestando attenzione, si può migliorare! Quando sorge l’infelicità, bisognerebbe prestare attenzione e chiedersi perché è sorta: molto spesso dipende da modi di pensare che non sono corretti, molta dell’infelicità mentale che sperimentiamo dipende da un modo di pensare errato

Ho già dato tante spiegazioni al riguardo, giusto? Ma dipende spesso da una forte abitudine, a volte è un modo di pensare facile da cambiare, ma non siamo in grado di cambiarlo. Qual è la ragione? La ragione che siamo fortemente abituati, ed essendo fortemente abituati a quel modo di pensare, ritorna ancora ed ancora. E se si va avanti in questo modo e la situazione non diventa più stabile, quel modo di pensare continuerà a tornare ancora ed ancora, ragione per la quale si dovrebbe prestare attenzione.

Se invece si pratica in modo continuativo, la direzione della nostra mente cambierà la direzione della nostra mente diventerà più costruttiva. Il nostro modo di pensare diventerà più stabile e la nostra mente non sarà più insoddisfatta.

Continuando In questo modo avremo una mente più costruttiva e, come conseguenza, parleremo meglio con le altre persone. Il modo di relazionarci con gli altri migliorerà e anche se non saremo in compagnia di altre persone, la nostra mente non sarà infelice. Avremo una mente non agitata e continuando a migliorare in questo modo si potrà effettivamente compiere la cosiddetta pratica della pazienza che viene spiegata nei grandi Trattati.

Così si potranno ottenere grande compassione, grande amore, calmo dimorare, visione speciale e mente dell’illuminazione. Tutte queste saranno menti che potranno a quel punto essere ottenute, ma è estremamente importante prestare attenzione. Qual è la ragione per la quale bisogna prestare attenzione? Perché bisogna dare forma alla propria mente.”

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